BYD Dolphin Surf: citycar elettrica concreta e (davvero) competitiva

Presentazione e design

La BYD Dolphin Surf è la nuova citycar elettrica del marchio cinese, pensata per chi vuole entrare nell’elettrico senza rinunciare a stile e contenuti. Misura 3,99 m in lunghezza, con passo di circa 2,50 m, e adotta proporzioni pulite con un’impronta visiva sportiva.

Davanti spiccano i fari a LED (indicatori di direzione esclusi), la camera utile alla vista a 360° e il radar del cruise control adattivo, dotazioni non scontate in questo segmento. Di profilo, i cerchi da 16” riempiono bene i passaruota; la linea resta compatta ma muscolosa. Dietro il look è quello più caratterizzante: spoiler pronunciato e fanaleria a LED. Curiosità: sull’esemplare provato mancano il logo BYD e la scritta “Dolphin Surf” sul portellone.

In sintesi: estetica giovanile e riuscita, con una percezione generale più “europea” che orientale.

Interni e tecnologia

Materiali, comfort ed ergonomia

La qualità percepita è superiore a quanto ci si aspetterebbe al prezzo d’ingresso: plastiche rigide ma assemblaggi curati, zone soft-touch nei punti di contatto e un design a colori alternati che rende l’abitacolo luminoso e arioso. I sedili anteriori sono elettrici e ben profilati.

Infotainment e comandi

Il display centrale da 10″ è l’elemento scenico: ruota tra orientamento orizzontale e verticale con un tocco. Android Auto e Apple CarPlay sono disponibili anche wireless. Interfaccia semplice e intuitiva; grafica essenziale. Il climatizzatore si gestisce solo dallo schermo e non mostra i gradi impostati (scala cromatica caldo/freddo): soluzione elegante, meno pratica in marcia.

Abitabilità e vani

Dietro si sta bene in due adulti: pavimento piatto e buono spazio per le gambe. L’auto è però omologata per 4 posti; assenti le bocchette clima posteriori (al loro posto un vano). Il bagagliaio dichiara 300 litri, regolare nella forma; con schienali 50:50 abbattuti si superano i 1000 litri. Sotto, doppio fondo utile per i cavi. Nota pratica: manca la cappelliera e manca la luce di cortesia; presenti alcuni ganci laterali.

Esperienza di guida

La versione provata è la più potente: 125 kW (156 CV), batteria da 43 kWh, trazione anteriore. Le prestazioni sono brillanti per una citycar: 0–100 km/h in 9 s e 150 km/h di velocità massima. In città la risposta è pronta, fuori città resta disinvolta.

Telaio con McPherson all’anteriore e ponte torcente al posteriore. Sulle buche appare piuttosto rigida, mentre sugli avvallamenti l’escursione degli ammortizzatori risulta un po’ troppo libera, con un leggero sobbalzo percepibile in abitacolo. Sterzo leggero in manovra e più consistente con la velocità; comportamento in curva prevedibile con un rollio contenuto.

La silenziosità è buona: fino a ~80 km/h l’abitacolo resta ovattato; oltre compaiono fruscii aerodinamici fisiologici. La frenata rigenerativa non è regolabile; si può scegliere solo tra modalità Sport e Comfort, che influiscono sulla risposta del pedale. Freni a disco su entrambi gli assi.

Capitolo ADAS: cruise control adattivo e mantenimento di corsia sono ben tarati; presente la frenata automatica d’emergenza. Manca il monitoraggio dell’angolo cieco. Il sistema di attenzione conducente è attivo e talvolta invadente: la voce “Tieni d’occhio la strada” interviene spesso se non disattivato a ogni avvio.

Visibilità: molto buona sia davanti sia dietro, con retrocamera e vista a 360° di supporto.

Autonomia e ricarica

Con batteria da 43 kWh e motore da 156 CV, nell’uso misto senza particolari accorgimenti si sono misurati circa 15 kWh/100 km, equivalenti a ~300 km reali. In urbano, guidando con più attenzione, si scende a ~13 kWh/100 km.

Gamma: la Active (30 kWh) dichiara ~220 km in misto (~320 km in urbano); la versione con batteria da 43 kWh e motore da 65 kW (più votata all’efficienza) arriva fino a 507 km in città.

Ricarica: caricatore interno AC 11 kW su tutta la gamma (~3–5 ore per un pieno, in base alla batteria/colonnina). In DC fast la 30 kWh arriva a 65 kW, la 43 kWh a 85 kW; il passaggio 10–80% richiede ~35–37 minuti in condizioni favorevoli.

Prezzo e giudizio finale

Listino Italia: si parte da circa 19.490 € per la Active, si sale a circa 22.990 € per la versione intermedia e a circa 25.990 € per la full optional da 156 CV. Con ecoincentivi e agevolazioni al massimo livello, si può scendere fino a 8.310 € (scenario citato nel video). La garanzia è di 6 anni o 150.000 km.

Nel quadro generale, la Dolphin Surf è una citycar elettrica matura: design riuscito, interni curati per la categoria, dotazione ADAS completa nei fondamentali e dinamica di guida convincente. Restano alcuni compromessi: assetto rigido sulle asperità, assenza di cappelliera e One Pedal, omologazione a 4 posti, e un assistente alla guida che può risultare insistente.

In sintesi: più rifinita e tecnologica di molte rivali di ingresso (es. Spring), la Dolphin Surf si posiziona come una via di mezzo molto centrata. Per chi cerca un’elettrica concreta e ben equipaggiata, è promossa.

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